leggere, ascoltare, vedere, pensare, sognare . . .
Il 18 agosto l'Anti Records pubblicherà il nuovo album di Joe Henry. Il titolo del disco è bellissimo, "Blood From Stars", le canzoni pure: infarinatura jazz sulla voce languida di Henry, molte venature blues e soul, pennellate elettriche e un sax caldissimo. Musicisti di primissimo piano tra cui Marc Ribot e Jason Moran accompagnano Henry in questo nuovo viaggio che sembra collocarsi a metà tra le sonorità dei suoi dischi più belli (Scar e Tiny Voices per me) e Civilians uscito un paio di anni fa. Sarà una bella estate.
Ne ho sentito solo un pezzetto ma questo "Unseen Music, Unheard Wordsdi" di Steve Kilbey & Martin Kennedy sembra davvero un bel dischetto. Giù un assaggio
Made by Martin Kennedy with old family super 8 film footage from the 1960s, Maybe Soon is taken from the collaborative debut of Steve Kilbey of the legendary The Church (Under The Milky Way) and Martin Kennedy of Australian post rock instrumentalists All India Radio. The new album Unseen Music Unheard Words will be released in Australia in June 2009 through Inevitable records.
Steve Kilbey & Martin Kennedy Present - Maybe Soon from Martin Kennedy on Vimeo.
Correre, correre, correre,
non pensare
Sto ascoltando tantissimo l'ultimo disco di Bill Callahan "Sometimes I Wish We Were An Eagle". E' bellissimo, ispirato, raro. Ci voleva.
Ho "scoperto" i texani Balmorhea circa un anno fa con un disco dal titolo "River Arms", musica strumentale, modernamente antica, molto affascinante.
Uscirà a breve un nuovo cd dal titolo molto suggestivo "All is Wild, All is Silent" (magari segnatevelo su un pezzetto di carta), perciò mi son messo a cercare notizie in rete e ho trovato questi video molto belli tratti da questo nuovo cd. Per la cronaca il primo brano si intitola Coahuila, il secondo Remembrance... check it out!
Balmorhea "Untitled 1" from Retread Sessions on Vimeo.
Balmorhea "Untitled 2" from Retread Sessions on Vimeo.
Navigo in rete prima di buttarmi a letto perché ancora non ho sonno. Dovrò svegliarmi presto e ancora non so se dormirò. Gmail, splinder, repubblica, facebook, debaser, un paio di blog musicali e il tempo se ne va, senza affanni, il sonno sta per giungere. Poi leggo che è morto John Martin e mi dispiace. Mi consola pensare che forse adesso canta "Solid air" con Nick Drake.
Fermo un secondo il fiume incessante di musica che attraversa la mia mente per segnalarvi una cantautrice interessante Rachael Yamagata. Ha inciso da poco un disco doppio (Elephants...Teeth sinking into heart) che ho trovato molto bello anche perché suddivide nei due cd due differenti stati d'animo: cullante e rilassato il primo disco si contrappone all'energia, alla dinamica del secondo. In verità di questi tempi preferisco le atmosfere rilassanti dunque vi lascio una testimonianza live contenuta nel primo cd. Il brano si intitola "Sunday afternoon".
In questi ultimi giorni ho ascoltato praticamente in loop un solo disco "The Bittersweet Constrain" di Jill Tracy.
Jill è una cantante, pianista, compositrice di San Francisco salita alla ribalta musicale proponendo canzoni che molti hanno catalogato come dark-cabaret. In effetti nelle sue interpretazioni si riscontra un gusto particolare per l'oscurità costruito in modo tale da risultare magnetico e sensuale.
Per certi versi mi ricorda tanto Patricia Barber quanto Tori Amos, ma con una veste più cupa e teatrale. Questo suo quarto disco coniuga perfettamente fascino e inquietudine. Forse non è propriamente un cd solare, ma la notte vive anche d'estate e vuole la sua musica.
mp3 Haunted by the Thought of You
È un po’ di tempo che non si parla di musica qua dentro, ma non è sparita, anzi. Difficile parlare di musica, cinema, libri di gioie per lo spirito quando basta il titolo di qualunque quotidiano per mandarti in malora la giornata. Proviamo a resistere a questo “trend negativo” (come parliiiii!!!), ecco allora cinque piccole proposte, cinque pillole, di quelle che fanno bene.
Piove...
Il problema di dischi come questi è che rischiano di passare inosservati. Non solo perché tutto sommato sono proposte di nicchia, ma anche perché pur uscendone, non sono e non saranno mai sfolgoranti e appariscenti.
I suoni rindondanti, gli echi possono così confondersi nel quotidiano senza lasciare il segno, un segno invece esistente e visibile caratterizzato dal bizzarro binomio est-folk in tal caso trasfigurato.
Prestando un po' di attenzione, solo un po' più del normale può allora essere interessante accorgersi che questa è una musica bastarda, impura e forse proprio per questo più vera e suggestiva e interessante di tante proposte pre-masticate che affollano gli scaffali dei negozi o le web-vetrine del download.
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